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La verità ti farà libero
La Grazia

Esodo 33: 12
E’ difficile definire il concetto della grazia. Ci ho provato ma tutte le volte finisco col commuovermi, perché essa rivela la potenza dell’amore di Dio manifestata nel sacrificio di Gesù, mediante il quale abbiamo salva la vita. Ed è strano, ma nel momento in cui si parla di grazia divina, tutto ciò che riguarda l’uomo sparisce. Mosè stava intercedendo per il popolo d’Israele, e chiese a Dio come avrebbe capito che lui e gli altri avevano trovato grazia ai Suoi occhi. Chiese qualcosa che li avrebbe distinti dagli altri popoli della terra. Dio gli rispose che glielo avrebbe concesso. Poi Mosè gli chiese di fargli vedere la Sua gloria e Dio gli risponde in un modo strano: “Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il nome dell’Eterno davanti a Te. Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà.”Mosè aveva chiesto la gloria e Dio gli parla invece di bontà, di grazia e di pietà. Mosè aveva assistito a svariati prodigi in Egitto, le acque mutate in sangue, le cavallette, il fuoco e la grandine, il passaggio del Mar Rosso, la colonna di fuoco, ecc… Ma che cosa vuole vedere di più? Perché chiede della gloria?
Lo Spirito dell’Eterno sopra di Lui, lo spingeva verso una solenne e grandiosa verità ma che ancora non poteva essere rivelata pienamente. Come il passaggio dell’Angelo dell’Eterno sui primogeniti della casa d’Egitto: lo Spirito che era su Mosè lo spingeva a capire meglio, ad addentrarsi di più verso quella “gloria” che ancora non aveva visto chiaramente. “Allora la gloria dell’Eterno sarà rivelata e ogni carne la vedrà…”Isaia 40: 5
 Dio allora gli dice di stare su un luogo vicino a Lui, su una roccia, così che quando sarebbe passata la Sua gloria (che non poteva essere vista), Lui lo avrebbe trasportato su una fenditura e con la Sua mano lo avrebbe coperto. Ancora un'altra figura di Gesù: la roccia. Ma con questo passaggio simbolico Dio ci rivela che noi avremmo poggiato i piedi in luogo sicuro. E ancora mediante la Sua grazia, Egli ci avrebbe nascosto e coperto.
 Con la grazia la natura umana viene annichilita o meglio, inglobata e fatta svanire. Quando Egli pone su noi la Sua grazia la nostra identità cambia, non siamo più uguali a prima, veniamo coperti da capo a piedi e nascosti. Colossesi 3:3-4 La nostra vita è nascosta con Cristo in Dio, e quando Cristo apparirà allora anche noi appariremo.
Mosè non poteva vedere la Sua faccia perché la faccia di Dio ci parla di Giustizia e Santità che sono cose troppo tremende per noi mentre siamo ancora su questa terra e quindi imperfetti. Allora Dio ci ha coperto con la Sua grazia e ci ha mostrato la Sua gloria. La grazia di Dio è come una coperta pesante; un telo grande dove possono essere nascoste le nostre iniquità. Lascia senza parole, essa significa <dono immeritato>, “Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà”: non dipende da noi. Non possiamo in alcun modo meritarci questo dono, né comportandoci da santi, né pregando dalla mattina alla sera, né compiendo buone opere. Dio dà la Sua grazia perché la vuole dare.
Una volta Dio mi ha dato un rhema che ha sconvolto la mia vita, parlandomi della sua natura in merito alla grazia. Piangendo, mentre ero prostrato ringraziandolo per tutti i suoi benefici e il suo perdono, gli chiesi: “Ma perché fai tutto questo per me? Io non me lo merito, come puoi amarmi in questo modo e come puoi darmi così tante benedizioni senza che io ti possa dare nulla in cambio?” Mentre si è assorti si fanno queste domande e io ero convinto che Dio mi dava tutto quello che mi ha dato, solo perché  avevo accettato Gesù ed ero stato salvato, perché lo conoscevo da tanto tempo e perché Lui aveva promesso così e non può rinnegare la Sua Parola. Sciocco che sono stato a limitare così la grazia! Dio come un lampo a cielo sereno, mi ha interrotto mentre singhiozzavo e mi ha detto: “ Io provo piacere nel farti del bene, non hai mai pensato che io avessi fatto tutto questo perché prendo piacere nell’amarti?”. Subito dopo mi vennero in mente le parole che disse Giobbe al cap. 42 al verso 5: “Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede”. Ricominciai a piangere ma stavolta stavo comprendendo cos’era la grazia. Qualcosa che è Dio a decidere di dare, indipendente da noi e che ci parla del Suo amore incondizionato.

Gioele Zingarino

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