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La verità ti farà libero
Dall'incredulità alla fede

Resurrezione di Lazzaro Giovanni 11:40
Non ti ho detto che se credi vedrai la gloria di Dio?
Intorno a noi vediamo un mondo di sofferenze e di problemi, persone malate e altre che, a causa di problemi e circostanze difficili, cadono in depressione. Com’è la vita di noi cristiani? Noi che conosciamo il Signore, non siamo esclusi dalle malattie o dai problemi. Per i credenti però non ci sono esperienze negative perché come dice la Bibbia: “Tutto coopera al bene per coloro che temono Dio” (Romani 8:28).
Dal brano della resurrezione di Lazzaro, possiamo capire che Gesù amava Lazzaro e la sua famiglia; ciò è reso noto dal fatto che Egli era spesso ospite in casa loro. Un esempio dell’amicizia e la comunione tra questa famiglia e Gesù è la figura di Maria, sorella di Lazzaro, che pur avendo ben altro da fare preferiva stare ai Suoi piedi ad ascoltare ciò che aveva da dirle. Qualcosa accadde quando Lazzaro stava per morire: i parenti, sapendo della loro amicizia, avvertirono subito Gesù, sperando nella Sua immediata opera di guarigione. Egli venendo al corrente della situazione non accorse immediatamente in suo aiuto, ma disse: “Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio”. Neanche i discepoli compresero il comportamento di Gesù.
Tante volte neanche noi credenti riusciamo a comprendere perché, quando noi preghiamo per i nostri problemi o malattie o per i nostri cari, Dio non ci esaudisce immediatamente pur avendo un’intima comunione con Lui. Con questo Gesù vuole farci comprendere che per Lui nulla è impossibile, e tutto ciò che Lui fa va sempre al di là delle nostre aspettative. Egli non arriva mai troppo tardi. Sulla terra tutti abbiamo bisogno del Suo intervento; come Marta, Maria e i discepoli, dobbiamo imparare una lezione: avere sempre la certezza (fede) che Dio esaudirà le nostre preghiere. Quando Gesù arrivò al sepolcro, Marta gli andò in contro, gli si gettò ai piedi e gli disse: “Signore se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Mentre Egli vide che tutti coloro che lo attorniavano piangevano, fremè nello spirito e pianse, non soltanto per l’affetto che nutriva per Lazzaro, ma soprattutto per l’incomprensione verso il Suo disegno benevolo. Infatti, quando Marta gli andò in contro, Egli le disse: “Tuo fratello risusciterà”, ma viste le circostanze, non lo credette e lo stesso fu per Maria. Poi Gesù comandò di togliere la pietra dal sepolcro.
Se credi in Dio allora mettilo alla prova! Il dubbio non vedrà le promesse, ma vede solo e sempre il problema che gli sta davanti. “Non ti ho detto che se credi vedrai la gloria di Dio”. Il dubbio è un peccato in quanto nega le promesse fatte da Dio, ma Egli non può mentire.
Allora tutte quelle persone davanti a Gesù tolsero la pietra, la pietra dell’incredulità, quell’ostacolo all’opera di Dio, e allora avvenne il miracolo. Gesù ringraziò il Padre per averlo esaudito e poi gridò: “ Lazzaro vieni fuori”, ed egli uscì. Era tutto fasciato, perciò Gesù ancora ordinò agli altri di scioglierlo e di lasciarlo andare. L’incredulità del popolo di Dio è una pietra, il macigno della disperazione. La Parola di Dio vivifica, dà vita ai morti; Essa ha compiuto un miracolo nella nostra vita, perché eravamo morti a causa del peccato, ma Gesù ci ha vivificato con la Parola e con la Sua resurrezione. Che esperienza emozionante! Quando Gesù opera è sempre un’esperienza meravigliosa. La Gloria di Dio dona libertà, proprio come fu per Lazzaro. Si manifesta trasformando il pianto di disperazione in gioia e l’incredulità in fede. Il silenzio diventa testimonianza e la nostra vita viene trasformata; infatti molti giudei, avendo visto ciò che Gesù aveva compiuto, credettero in Lui e alcuni di loro andarono a riferire tutto ai farisei. Ancora oggi vediamo uomini e donne trasformati dalla gloria di Dio! Egli ci vuole esaudire, ma prima dobbiamo togliere dal cuore quella pietra d’incredulità, che impedisce l’immediato esaurimento delle nostre preghiere. Impariamo ad aver fede, a credere che Dio risponde alle nostre preghiere riposando in Lui; avendo la certezza che ci esaudirà nel tempo da Lui ritenuto più giusto.
“La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono (Ebrei 11:1)”.

Agata Luca Trombetta

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