Domenica 29 maggio, nella nostra chiesa si sono celebrati i battesimi. Questa parola proviene dal greco “baptizo” e vuol dire “immergere, tingere, inondare”. E’ stato straordinario e commovente vedere 10 persone convinte e decise per Gesù, scendere dentro le acque battesimali testimoniando a Dio, ai loro parenti, alla chiesa e a principati e potestà, la loro appartenenza a Cristo. Ricordiamo i loro nomi: Carrabino Valerio, Connelli Danilo, Di Stefano Francesca, Di Stefano Salvatore, Isola Rita, Lazzara Mariacristina, Luca Trombetta Orazio, Mannino Paolo, Platania Angela, Sicali Agata. Ritornando al significato del termine battesimo, pensavo a come Dio abbia formulato, attuato e stabilito in eterno il Suo piano di grazia per l’umanità. Nella Bibbia leggiamo: “Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l'immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù”. Efesini 2:4-7 “(…) vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione…” Romani 3:22 Non è grandioso? Abbiamo ricevuto salvezza e perdono per la Sua grazia e non per i nostri meriti; e per mostrare per sempre a tutti l’immensa ricchezza di questa grazia ci ha reso viventi; risuscitati a una nuova esistenza e ancora, ci ha dato un posto regale accanto a Lui nel cielo. Tante volte abbiamo parlato di quanto Dio ami la Sua Chiesa e abbia dato tutto ciò che poteva dare per essa, ma riflettevo a quanto siano diverse le membra in questo corpo. E’ impossibile raccogliere tutti in un’ unica testimonianza o in un gruppo di “uguali”. Ognuno di noi viene da contesti eterogenei e molte volte opposti, vite vissute in ambienti vari, storie ed esperienze del tutto originali e in ogni singolo caso uniche. Tutto questo ci fa pensare a barriere, disuguaglianze e anche a dei contrasti. È reale, infatti, la possibilità di avere più stima per un individuo piuttosto che per un altro a seconda delle gesta che si sono compiute in passato e della vita che ci si è lasciato alle spalle… da un punto di vista umano diversificare e suddividere in categorie è logico. Ora però, abbiamo parlato di ricchezze della grazia, ricordate? Dunque, quelli che arricchiscono il corpo di Cristo mediante la divina grazia, sono proprio i Suoi membri. Nella Bibbia abbiamo letto che per tutti non c’è distinzione e questo indica uno dei tanti aspetti straordinari del miracolo della salvezza a sottolineare l’abbondanza della grazia di Dio nei nostri riguardi. Romani 5:19 dice: “Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti”. Nella disubbidienza, il peccato ci aveva resi diversi e lontani l’uno dall’altro, separati senza la possibilità di avvicinamento; ecco però che l’ubbidienza di Gesù ci ha mantenuto sì diversi, ma nella nostra unicità siamo riuniti tutti sotto il Suo favore che ci rende uguali e pari davanti a Dio. Non più lontani, ma vicini; né barriere né disuguaglianze, Cristo ci ha uniformati e ci ha “immersi” battezzandoci nel Suo amore dentro un’unica famiglia. Adesso abbiamo gli stessi pensieri e una sola mente; e quelle cose che un tempo ci avevano allontanato da Dio, adesso sono utilizzate da Dio stesso per insegnare ora gli uni, ora gli altri e arricchire di sapienza le nostre vite mediante le esperienze che ci hanno segnato, finchè giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo. Efesini 4:13
Gioele Zingarino