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La verità ti farà libero
Meditazione sul Salmo 27

Che grand’uomo che era Davide!Aveva capito come raggiungere il cuore di Dio!
Sin dal primo verso Egli è persuaso del fatto che Colui nel quale ha creduto non l’abbandonerà mai.
Davide dichiara ciò che sente per il suo Dio, il che non è una semplice esclamazione superficiale, ma il frutto di una vita spesa insieme al suo migliore amico e Signore. Egli è la mia luce e non ne voglio un’altra, sembra che dica; la salvezza che ho in Lui, quella, si quella è per me, mi basta! Se Egli è la lanterna sui sentieri bui della nostra vita, non ci saranno più dubbi né ombre che temeremo, abbiamo un luogo dove rifugiarci e stare al sicuro: la roccaforte, il baluardo della nostra esistenza. Salvezza, dalla lingua originale ebraica, vuol dire liberazione, benedizione, provvidenza, sicurezza, guarigione, ecc…Davide aveva sperimentato Dio in ogni aspetto della sua vita; per ogni bisogno e richiesta, lui andava dall’Eterno. Ecco perché quando i malvagi (v.2) lo hanno stretto come delle belve, lui per fede, sa che loro hanno vacillato! Davide non ha ancora visto la vittoria sui suoi nemici, ma già ne gusta il sapore all’ombra delle ali del suo Signore. Si, la sua fiducia non viene neanche scalfita dai timori di una guerra imminente (v.3), è col Forte d’Israele che sta parlando. La fiducia caratterizzata da una santa aspettativa, da un desiderio profondo: (v.4)  quella di dimorare per il resto della sua vita nella casa dell’Eterno. Ma Davide non parla della sua vita futura in cielo, parla di “tutti i giorni” della sua vita, e noi comprendiamo che sta parlando anche del presente. Egli sa che Dio non lo rifiuterà mai dalla Sua casa, non gli impedirà di entrare alla Sua presenza, lo accoglierà in ogni momento. Sempre, ci sarà un momento per adorarLo, ovunque un posto per ringraziarLo.
La lode di Davide è una dichiarazione continua di dipendenza da Dio, frutto dell’azione dello Spirito divino in lui. Questa dichiarazione serve a lui per trovare più forza in Dio; a Dio come confessione di fede, ma soprattutto ai principati e alle potestà dell’aria. Satana usa molto la bocca: egli parla attraverso qualunque cosa, e dichiara le sue maledizioni. Noi cristiani dobbiamo imparare ad usare la confessione di fede (Romani 10:9-10). Ed è importante dichiarare la nostra posizione al nemico, meglio se lo facciamo mentre lodiamo l’Eterno come faceva Davide. Dio ha stabilito la lode per far tacere il nemico e il vendicatore  (Salmo 8) non dimentichiamolo. Questo è il tipo di sacrificio che dobbiamo offrire all’Eterno (v.6), il sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il Suo nome (Ebrei 13:15). Dio amore, Dio pace, vittoria, guarigione, provvidenza, santità. E questi sono solo alcuni accenni ai nomi redentivi di Dio.
Al verso 7 Davide comincia ad avanzare le sue richieste, ma subito viene fermato da Dio: “Cercate la mia faccia”. E deve smettere di chiedere. Sì, Dio conosce i nostri bisogni ancora prima che diamo fiato alle corde vocali per elencarli…cerchiamo la Sua faccia, contempliamo il Suo volto, stiamo in confidenza con Lui. Questo è ciò che vuole Dio in fondo. La lode a Dio e l’adorazione intima e genuina, portano maturità spirituale: Davide chiede a Dio di insegnargli la via giusta e di essere guidato dall’Eterno. E Dio risponde fedelmente come sempre: “Spera fermamente nell’Eterno; sii forte, si rinfranchi il tuo cuore; spera fermamente nell’Eterno.” Non è nulla di nuovo, vuol semplicemente dire a Davide di continuare come ha cominciato. Ricordate come ha cominciato? “Egli è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò?” Si, giusta è la fermezza, grande è la determinazione, forte e viva è la speranza.
A noi dice: “Imparate dal mio servo Davide”.

Gioele Zingarino

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